Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali

Il commercialista come architetto del valore intergenerazionale

Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali
Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali
Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali
Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali
Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali
Patrimonio e Futuro: il nuovo ruolo del Commercialista tra etica, fisco e lasciti solidali

Il connubio tra competenze tecniche e sensibilità sociale sta amplificando la figura del commercialista, estendendone il ruolo da semplice custode dei numeri ad architetto del valore intergenerazionale. Questo nuovo paradigma è stato al centro del convegno “Patrimonio e Futuro: il valore dei Lasciti Solidali”,  che si è tenuto a Palermo presso il Campus di Ematologia “Franco e Piera Cutino” (Presidio Ospedaliero “V. Cervello”), su iniziativa del Comitato Pari Opportunità dell’ODCEC di Palermo e della Fondazione Franco e Piera Cutino. La ricchezza non è più soltanto un bene da preservare, ma uno strumento generativo, capace di trasmettere memoria, continuità e impatto sociale attraverso i lasciti testamentari a favore del Terzo Settore.

Lasciti solidali: da gesto individuale a leva di ingegneria sociale
Nel contesto attuale, il tema dei lasciti solidali – la scelta di destinare per testamento una quota o un bene a un Ente del Terzo Settore (ETS) – supera la dimensione del gesto personale per configurarsi come un vero strumento di pianificazione intergenerazionale. È il punto di incontro tra volontà individuale, rigore tecnico del diritto successorio e impatto collettivo: una sintesi perfetta tra etica, fisco e responsabilità sociale. Un'inedita ricerca* promossa dal Comitato Testamento Solidale in collaborazione con l'Istituto Walden Lab e VITA, condotta tra giugno e luglio 2025 e presentata lo scorso settembre, evidenzia uno scenario a due velocità per la raccolta fondi da lasciti testamentari in Italia:

  • la tendenza delle ONP: I dati storici delle Organizzazioni Non Profit (ONP) mostrano una crescita straordinaria nel quadriennio 2020-2024. La percentuale di enti che hanno ricevuto almeno un lascito è balzata dal 61% al 77% (+16 punti), e il peso di queste donazioni sul totale dei fondi raccolti è quasi raddoppiato, passando dall'8% al 14%. Per il futuro, la tendenza rimane nettamente ottimistica, con il 77% delle ONP che prevede un ulteriore incremento;
  • l'atteggiamento dei cittadini: Lo studio rileva un atteggiamento più prudente da parte dei cittadini over 25. Sebbene la quota di over 50 che ha già effettivamente inserito un lascito nel proprio testamento si mantenga stabile da sette anni (pari a oltre mezzo milione di individui), si registra una contrazione sul fronte della propensione potenziale. Gli italiani over 50 disposti a valutare un lascito solidale sono scesi al 19% (circa 5 milioni di persone), segnando un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2024. Secondo l'indagine, questa battuta d'arresto è direttamente riconducibile a un clima di instabilità generale e alle crescenti preoccupazioni per il futuro economico del proprio nucleo familiare.

Il nuovo paradigma professionale del commercialista
In questa evoluzione culturale, il commercialista assume un ruolo centrale e complementare rispetto agli altri attori della filiera giuridica. Non è più soltanto il tecnico dei bilanci e della fiscalità: diventa facilitatore sociale, interprete dei valori familiari, educatore alla cultura del dono. Mediante il rapporto fiduciario con il cliente, in virtù del quale sono noti redditi e patrimoni, ma anche dinamiche familiari e aspirazioni personali, il commercialista è il professionista più adatto a trasformare un’intenzione etica in una disposizione patrimoniale solida, sicura e inattaccabile.

Quando un cliente si interroga su come “lasciare il segno”, il commercialista si limita a un parere fiscale-burocratico, ma ascolta, interpreta e media. Da qui nasce un nuovo profilo professionale, articolato in quattro dimensioni:

Architetto del valore intergenerazionale: integra il lascito nella pianificazione patrimoniale, bilanciando tutela degli eredi e sostegno a una causa sociale.
Custode di fiducia e trasparenza: garantisce conformità normativa e funge da ponte neutrale tra cittadino ed ente beneficiario.
Facilitatore tra privato e bene comune: orienta verso enti seri, trasparenti e capaci di generare impatto reale.
Innovatore e ambasciatore culturale: demistifica il lascito testamentario, spiegandone accessibilità, flessibilità e valore sociale. 

In sintesi, il commercialista non gestisce soltanto la ricchezza: la proietta nel futuro.

Le quattro fasi operative per un lascito solidale efficace
Perché un’intenzione generosa non si trasformi in un contenzioso o in un fallimento gestionale, la pianificazione deve seguire un percorso rigoroso. Il commercialista guida il cliente attraverso quattro fasi:

Individuazione dei legittimari e tutela dell'equilibrio familiare: analisi dell'albero genealogico e dei vincoli di legge per disinnescare sul nascere potenziali conflitti ereditari.

Ricognizione patrimoniale e calcolo della quota disponibile: valutazione analitica dell'attivo ereditario per determinare con esattezza la quota di patrimonio che il testatore può liberamente devolvere a finalità solidali.

Selezione rigorosa dell'Ente del Terzo Settore (ETS): verifica della regolare iscrizione dell'ente al RUNTS (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore), studio dello statuto, analisi dei bilanci sociali e controllo della coerenza dell'ente con le specifiche volontà del cliente.

Scelta dello strumento giuridico e formalizzazione: individuazione della modalità tecnica più idonea (legato, istituzione di erede o costituzione di un fondo vincolato) e coordinamento con il notaio per la successiva pubblicazione e conservazione dell'atto.

Il quadro normativo e la leva fiscale 
Il lascito solidale non costituisce una categoria autonoma: è disciplinato dalle norme ordinarie del Codice civile. Tuttavia, il legislatore riconosce l’altissimo valore sociale di questa scelta e introduce, con il Codice del Terzo Settore (D.lgs. 117/2017), un regime fiscale di favore senza precedenti. L’articolo 82, comma 2, stabilisce infatti che: "i trasferimenti gratuiti a favore degli ETS iscritti al RUNTS sono esenti dall’imposta sulle successioni e donazioni, nonché dalle imposte ipotecaria e catastale." Non si tratta di una semplice riduzione, ma di una esenzione totale: il bene destinato a un ETS viene trasferito integralmente, senza alcuna erosione fiscale. L’agevolazione, però, è subordinata a un requisito essenziale: i beni ricevuti devono essere utilizzati dall’ente per le attività di interesse generale previste dallo statuto (art. 5 CTS). Lo Stato rinuncia così al gettito fiscale per favorire la sussidiarietà orizzontale, in attuazione dell’articolo 118 della Costituzione.

Fare rete per costruire il domani
Il patrimonio diventa “evoluto” quando assume un significato e una direzione etica. Il commercialista ha il compito di far emergere questa visione e di dotarla degli strumenti tecnici necessari a renderla duratura. Il lascito solidale è, a tutti gli effetti, un atto di sostenibilità sociale: amplia l’orizzonte della pianificazione finanziaria oltre la vita del singolo e si integra con i moderni criteri ESG (Environmental, Social, Governance). Ma nessun professionista può affrontare da solo un percorso così complesso. La vera forza risiede nella capacità di fare rete: commercialisti, notai, enti del Terzo Settore, istituzioni, famiglie. Quando competenze diverse si incontrano, la ricchezza privata smette di essere un elemento di mera conservazione e diventa energia generativa per il futuro della comunità. In questo scenario, il commercialista non è più soltanto un tecnico del presente: è un costruttore consapevole di futuro.

*Fonte: Comitato Testamento Solidale, Istituto Walden Lab e VITA, "Indagine nazionale sui lasciti testamentari in Italia", presentata a settembre 2025.